LA FIEREZZA DELLA MEZZA STAGIONE

Sicura e consapevole si presentava un tempo, in tutta puntualità, la mezza stagione. Forte della propria collocazione, la mezza stagione sfidava la saccenza dei meteorologi i quali da anni ribadivano, inascoltati, come le stagioni fossero in realtà solo due: la calda e la fredda.

La mezza stagione gioiva del giacchino sottile, del cappottino leggero, delle scarpe ancora chiuse, ma da portare senza calze, la mezza stagione consentiva il collant con la gonna corta, ma nei giorni di sole regalava gambe nude sotto lunghi abiti. La mezza stagione si godeva tutti gli onori a fronti di oneri pressoché inesistenti. I giorni freddi come quelli caldi non erano ancora o non erano più così freddi o così caldi. La mezza stagione teneva saldamente i suoi stagionali piedi nelle due proverbiali scarpe e si godeva la benevolenza del prossimo.

Nero, funesto fu il giorno in cui il surriscaldamento globale iniziò a far sentire la propria influenza… D’un tratto non v’erano più Inverno né Estate, bensì giornate torride dove mai se n’erano viste, piogge torrenziali dove un tifone tropicale era sempre solo stato un racconto su luoghi lontani… Il mondo era stravolto e delle Stagioni non si trovava più traccia.

Ahilei, la mezza stagione mal reagì. Avendo improntato tutta la propria esistenza sull’aprire e chiudere la strada alle Stagioni propriamente dette, cadde in una profonda, dolorosa crisi di identità.

La povera mezza stagione cercò rifugio nei vecchi film, che parlavano di un mondo ancora ben scandito da precise alternanze climatiche. Lunghe erano le notti o forse erano notti e giorni, annebbiata nei sensi vacillava tra una pellicola e l’altra. Eppure il cinema a nulla serviva, il dolore aumentava e con esso lo smarrimento. Abbandonò il televisore e, da lì, provò di tutto: psicanalisi, freudiana e junghiana, volontariato, sport, fece un giro del mondo alla ricerca di sé e scrisse addirittura un romanzo, ma nulla. Tutto sembrava perduto.

La mezza stagione sembrava finita per sempre.

Poi un bel dì, come d’improvviso, si rese conto. Realizzò, sorpresa, che quei giacchini sottili, quei cappottini, quei maglioncini né in cachemire né in cotone… tutte quelle cose lì non erano sparite, anzi! Con la fine delle Stagioni propriamente dette, quei capi né caldi né freschi, né leggeri né pesanti, avevano d’un tratto smesso di abbandonare l’armadio.

Una fiamma avvampò nel cuore della mezza stagione, una consapevolezza nuova, un senso diffuso di potenza: non ci sono più le mezze stagioni, perché ci sono solo le mezze stagioni!!

Ecco, dunque, l’ex-Inverno alternare giorni a -10°C ad improvvisi picchi fino a 17°C! L’ex-Estate, smarrita, impotente, si vede d’un tratto costretta a cedere il passo a freddi venti un tempo autunnali nel pieno del mese di Luglio. Trionfino libere le mezze maniche, esultino i giacchetti, vivano in eterno le décolleté senza calze e si tengano sempre a portata di mano gli ombrelli: il mondo ora appartiene all’inaffidabilità del clima.

Se la mezza stagione era finalmente appagata, smarriti rimanevano i guardaroba. Come fare, ora? Domandava una cassettiera all’armadio. Come ne usciremo? Si crucciavano le grucce. Senza direzione vagavano le persone, sperse, con quei calzini oggi troppo caldi, domani troppo freddi, quella snervante alternanza tra brividi e colpi di calore, tra potenti starnuti e umidori ascellari… Infastidite, sofferenti, d’istinto entravano nei negozi di abbigliamento in cerca di conforto e sostegno.

Avete qualcosa per me?

Provi questo splendido cappotto in angora, con collo in pelliccia e muffole integrate!

Peccato che fuori, in quel dì di Dicembre, ci fossero 14°C.

Avete qualcosa di più fresco?

Non ora, Signore, siamo in pieno Inverno! Torni dopo la fine dei saldi!

Ecco, dunque, serviva trovar soluzione alternativa, non essendo i tradizionali canali del vestimento sensibili al rinnovato contesto climatico. Allorquando ogni speranza sembrava perduta, ogni lacrima inutilmente versata, ecco aprirsi in Torino un nuovo negozio…

Un piccolo Atelier di abiti e accessori, dove trovavano riparo memorie e desideri dagli armadi del mondo. Ah, la qualità! La qualità c’era, ma c’era anche altrove… Ah, lo stile! Lo stile c’era, ma c’era anche altrove… Ah, la varietà degli articoli! La varietà degli articoli c’era, ma c’era anche altrove… E allora cosa, cosa differenziava quel piccolo Atelier dagli altri negozi, dintorno o lontano?

La mezza stagione. L’Atelier n. 8 era la risposta a lungo agognata al dilemma della mezza stagione…

Dove trovare un trench in Luglio? In Atelier!

Dove trovare un vestitino in lino in Febbraio? In Atelier!

Dove trovare un completo leggero sotto Natale? In Atelier!

…e dove trovare tutta la stagione autunnale ed invernale scontata dal 20 al 50%? Sempre e solo, in Atelier!

Per essere liberi di indossare, con fierezza, l’eterna mezza stagione!