DI QUELLA MISE, L’ORRENDO FOCO!

A Marzo le buche delle lettere iniziano a riempirsi di inviti a matrimoni, più o meno del secolo o del millennio. Cerimonie che, lo sappiamo tutti, in più casi si traducono in spaventose sfilate di look abominevoli e del tutto fuori luogo. Tralasciando la specificità delle scelte dei due chiamati ad unirsi in vincolo, troppo spesso molti dei loro ospiti sembrano volersi lasciare andare al kitsch, all’eccesso o al Jimmy Hendrix mi è comparso in sogno e mi ha raccontato questa allucinazione super fashion…

Ed ecco così comparire i principali otto nemici della presenza favolosa ad un matrimonio, che andremo punto, punto ad elencare sotto forma di piccoli consigli, ricordando che le porte di Atelier sono sempre aperte per confronti, analisi e consulenze in materia!

1) Uscitene sulle vostre gambe. Ma che importa che non sappia camminarci, metto il tacco tremila perché tanto c’ha il plateau… Poi, appena alzatesi dalla funzione, tutte a tirar fuori paperine tascabili belle spiegazzate, passando l’aperitivo a vagare fra i tavoli del buffet tenendosi su il vestito perché, col taccazzo vamp, le geniacce s’erano messe un abito lungo tre metri e quaranta… O, quando in barba al dolore mantengono il tacco, attraversano i saloni piegando le ginocchia di 90° ad ogni passo, con l’aria tesa di chi sa che potrebbe perdere la vita cadendo da quell’altezza. Se le modelle professioniste sono arrivate a scioperare contro le Armadillo shoes, noi comuni mortali faremo un’ottima figura abbassando le creste e i tacchi, ricordandoci di camminare solo su ciò che siamo in grado di padroneggiare con fascino.

2) Senza abbaglianti. Va bene il lurex, vanno bene le paillettes, vanno bene i brillocchi, purché dosati con molta cura! Non è il caso di sembrare un gruppo elettrogeno riflettente… Si tratta di un matrimonio, la chiave dovrebbe essere una rispettosa e naturale eleganza, non una procurata cecità collettiva.

3) Senza pulire a terra e dopo le 17. Gli abiti lunghi sono meravigliosi e un matrimonio, purché serale, può rappresentare un’ottima occasione per indossarli. Tuttavia, oltre a ricordarsi di rimanere entro i confini del decoro e della sobrietà (la protagonista, suo malgrado, sarebbe ancora la sposa), si dovrà anche ragionare sul contesto. Se la cerimonia si tiene in una cornice bucolica e dissestata, evitate di presentarvi con il lungo in tulle color pesca che dopo tre passi: a) vi ha fatte inciampare, b) si è strappato incastrandosi nella radice di un albero secolare, c) è diventato marrone sui bordi e gli sono rimaste attaccate una coda di gamberetto e una foglia.

4) Il borsone, in palestra. D’accordo che ci si sente sempre più sicure portandosi dietro una piccola trousse di emergenza ed è vero che oggi i telefoni non esistono quasi più in formati inferiori all’A4, tuttavia la scelta di borse medie o grandi renderà vane le ore di certosina preparazione del vostro look! Borsine, borsettine, mini clutch e pochette sì, maxi bag oversize assolutamente no! Vedendovi entrare nel magnifico castello o nella villa signorile di turno non si dovrà pensare che abbiate intenzione di trattenervi per l’intero fine settimana…

5) Nudi da malore. Premesso che neanche a vent’anni ci si dovrebbe scoprire al punto da far intravedere le più private grazie e non importa che siate le donne più belle del pianeta con gambe che dimostrano trent’anni, pur avendoli dal 1990… La coscia in piena nudità, la scollatura ombelicale, il fondoschiena quasi del tutto esposto, potranno anche garantirvi stuoli di sguardi eccitati (e siamo davvero, davvero sicure di voler entrare nel pensiero shock del prozio Tibaldo o dell’inaspettata nonna Germana?!), ma non vi renderanno eleganti. L’eleganza è e rimane un sapiente gioco di equilibri tra ciò che è dato vedere e ciò che si concede di ispirare.

6) Bianco, nero, rosso al fuoco. Le basi: anche se la odiate, non potete prendere voi il posto della sposa, non travestendovi da lei almeno; anche se quell’unione vi deprime, non potete vestirvi a lutto; anche se il rosso vi valorizza, non è necessario renderlo visibile dalla stazione spaziale internazionale. Il bianco, in Italia, NO. Che poi fra l’altro allarga pure… Il nero è ammesso per matrimoni serali purché la cerimonia sia dichiaratamente molto formale. Diversamente, sappiatelo introdurre a microscopiche e ben bilanciate dosi. Il rosso non al fuoco, ma che sia tenue, non totale, adeguatamente sdrammatizzato: Jessica Rabbit non è un modello di riferimento! Viva le fantasie, viva i colori delicati e mescolati, viva tutto ciò che denuncia una felice sensibilità estetica.

7) Less is more. Gli orecchini, specie se grandi o vistosi, e il girocollo non vanno d’accordo: o gli uni o l’altro. Braccialetti uno, massimo due. Anelli uno, oltre l’eventuale fede, non siete un rapper né una cartomante. Meglio evitare i braccialetti se si indossa un anello. Meglio evitare la collana se indossate gli orecchini. Meglio evitare la spilla se si indossa la collana, soprattutto se quest’ultima è lunga. Un gioiello o un pezzo di design possono dire tutto anche in solitudine.

8) La tiara. Oppercarità!!!